Thonet 14



Titolo: Thonet 14
Autore: Giovanni Renzi
Editore: Silvana Editoriale
Numero pagine: 104
Formato: 24x30
Foto e illustrazioni: a colori e in bianco e nero





Storia, evoluzione e imitazioni della sedia più venduta al mondo.

Introduzione
    Più di centoquaranta anni fa, nel 1859, veniva prodotta in una fabbrica Thonet, a Koritschan in Moravia, la prima sedia denominata nei cataloghi della società viennese come numero 14. Da allora diversi milioni di seggiole di questo modello sono state fabbricate e vendute. Secondo diversi studiosi del fenomeno Thonet (1) si può parlare di cinquanta milioni di esemplari fabbricati e venduti entro il 1930, mentre secondo la pubblicità della Gebruder Thonet sui propri cataloghi dell’epoca si tratta di cinquanta milioni di sedie vendute prima del 1914. A questo successo segue una concorrenza vastissima, con realtà locali, nazionali ed internazionali, con diversi milioni (2) di copie dell’originale costruite con la medesima tecnica del faggio curvato.
Infine lo stesso modello ripetuto con altri materiali; prima in ferro, in maniera artigianale all’inizio e con moderne saldature più avanti, poi con materie plastiche.
Numeri mai ripetuti nell’ambito dell’arredo, benché probabilmente aumentati per via della propaganda pubblicitaria; un successo mondiale per un modello estremamente semplice: un archetipo della sedia.
I giornali e le riviste di cronaca così come quelle di viaggi fin dall’ultimo quarto del XIX secolo riportano immagini, prima disegnate poi fotografate, di persone di ogni razza e di ogni rango sociale sedute sulla numero 14.
Il successo della numero 14 è il successo di Michael Thonet, la realizzazione finale della testarda convinzione che il materiale faggio e la tecnica di curvatura siano il futuro della sedia . Dopo venti anni pieni di prove, di errori di marketing, di involuzioni e parziali fallimenti tecnologici Thonet arriva a produrre la sedia economica di massa.
Originalmente però non parte con l’idea di creare “la sedia di consumo”. Almeno fino all’Esposizione internazionale di Londra , nel 1851, Michael Thonet non ha un modus operandi diverso da un ebanista Biedermaier come J.U. Danhauser o da uno di epoca Impero come Antonio Basoli.
E’ il linguaggio tecnologico che utilizza, e che lo differenzia da tutti gli altri, che lo porta ad inseguire la “sedia di consumo” dopo il parziale fallimento commerciale e di critica riportato nell’esposizione londinese che ebbe luogo nel palazzo in ferro e vetro disegnato da Paxton.
La sedia numero 14, pur nella sua semplicità, non trascura il lungo percorso effettuato da Michael Thonet e dai suoi figli né da un punto di vista artistico né da un punto di vista tecnologico; anzi ne è un riassunto completo. Essa racchiude l’esperienza Biedermaier dell’ebanista Thonet e i vari e continui miglioramenti nella tecnica di piegatura del faggio, effettuati a cavallo degli anni 50 sui modelli 1, 2, 3 e 4. Infine racchiude le influenze dei prodotti architettonici in ferro tipici della metà dell’Ottocento come il Palazzo di Cristallo di Paxton sotto le cui strutture Thonet parteciperà alla mostra mondiale del 1851.
La numero 14 non è frutto di un colpo di genio creativo ma il risultato finale di una ricerca tecnologica durata quasi vent’anni; proprio per la sua semplicità come per la sua adattabilità ad ogni luogo ed a ogni fruitore, essa viene unanimemente considerata il primo esempio di industrial design.
Minimalista per l’uso del materiale e per il numero dei pezzi che la costituiscono, anticipa di 50 anni l’assioma di Mies van der Rohe “less is more”. Per almeno trent’anni manterrà il suo costo invariato, rendendosi inavvicinabile da ogni altro possibile prodotto (3). Intorno alla numero 14 ed al suo costo al pubblico nascerà una vera e propria guerra commerciale quando, nel periodo successivo al 1869 - anno in cui Michael ed i suoi cinque figli rinunceranno al brevetto (4)- sorgeranno in ogni stato diverse aziende che proporranno al pubblico gli stessi prodotti dei cataloghi Thonet.
Non è tuttavia propriamente corretto parlare di copie della numero 14 in quanto la stessa Thonet nell’arco dei primi 40 anni di produzione modifica dimensioni e proporzioni del proprio prodotto base. Inoltre finita la Seconda Guerra Mondiale diverse fabbriche dell’originaria Gebruder Thonet Wien vengono nazionalizzate nell’Est Europa ma continuano, sotto altra denominazione, a produrre la numero 14. In Italia ad esempio a partire dagli anni cinquanta prima la società Herbatschek poi la Italcomma commercializzeranno la sedia numero 14 prodotta in ex fabbriche Thonet localizzate nell’Est dell’Europa. Se quindi non è propriamente lecito parlare di copie, e’ interessante capire, in un mercato a prezzo bloccato, cosa abbiano proposto le varie aziende concorrenti e quali siano le differenze tecniche e formali con il prodotto di massa di produzione Thonet.
Lo studio dell’evoluzione nella costruzione della sedia numero 14 Thonet può servire a dare una datazione precisa anche agli altri modelli prodotti dall’azienda viennese e dai suoi concorrenti. Le differenze tecniche e formali della concorrenza, seppure talvolta minime, non devono far dimenticare che in una guerra commerciale su prodotti di consumo il costo di fabbricazione è solo uno dei fattori determinanti. Localizzazione delle fabbriche, trasporto, punti vendita, tempi di consegna della merce, pubblicità e sconti applicati sono altrettanto importanti.
In questo caso le differenze tra la società Thonet, con una conduzione fortemente centralistica e familiare, e la concorrenza, sia quella a livello internazionale (Kohn, Fischel, Mundus) che quella a livello nazionale (in Italia Antonio Volpe, Wackerlin, Sardella), sono estremamente varie. Tali differenze diventano ancora è più rilevanti quando si prendono in considerazione le piccole realtà locali come ad esempio in Italia La Prima Fabbrica di Mobili in Faggio Curvato o la Marussich che parteciparono principalmente al solo mercato della 14, tralasciando alle aziende più grosse la disputa sui modelli più complicati.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale nessuna delle aziende Thonet sopravvissute al conflitto presenta nei propri cataloghi la sedia nr. 14. Essa riesce a sopravvivere ai momenti bui e alle vicissitudini societarie del marchio Thonet proprio grazie alle piccole società concorrenti che continuano ininterrottamente a produrla.
Successivamente alla scissione del marchio Thonet in diverse società a carattere nazionale la numero 14 sarà riproposta nei cataloghi in Germania come evoluzione moderna della numero 14 (il modello 214) e a Vienna con il modello classico prodotto intorno al 1870.

Nota per il lettore:
E’ necessario formulare due premesse, importanti in primo luogo per il lettore/neofita che si avvicina per la prima volta al mondo Thonet senza essere a conoscenza della innumerevole bibliografia sull’argomento:
1) Esistono 2 periodi della produzione Thonet che mancano di cataloghi commerciali, mai reperiti o resi pubblici dai numerosi collezionisti.
- Un primo periodo riguarda la produzione iniziale fino al 1884. Anteriormente a questa data non sono conosciuti cataloghi commerciali. Esistono sei poster pubblicitari (1859,1866,1867, 1870 e due differenti nel 1873) che possono essere utili ma non esaurienti perché potrebbero non mostrare la produzione completa (5). Risulta impensabile infatti che una azienda come la Gebruder Thonet, attenta fin dall’inizio a contraddistinguersi con un marchio di fabbrica e dei bevetti esclusivi, partecipi a diverse esposizioni internazionali (Londra 1851 e 1861, Parigi 1855 e 1867, Filadelfia 1876, Vienna 1870 ed altre) senza un adeguato catalogo di vendita.
- Un secondo periodo riguarda gli anni tra il 1895 ed il 1904. E’ altresì impensabile che Thonet, in occasione della mostra Universale del 1900 di Parigi ed in occasione del cambio di secolo, non produca alcun catalogo. E’ possibile che, una volta venuti alla luce nuovi documenti o cataloghi di questi due periodi, alcune teorie espresse in questo volume siano da completare o almeno in parte da rivedere (6).
2) La numerazione dei modelli seguita in questo volume è la numerazione presente nei sei poster pubblicitari (1859,1866,1867, 1870 e 1873).
Si tratta di un elemento da sottolineare dal momento che esistono sedie che nel corso degli anni hanno assunto numerazioni precedentemente utilizzate per descrivere modelli differenti (7). Sono conosciuti disegni e foto di sedie (8) e mobili sicuramente di produzione Thonet mai riscontrati in alcun catalogo della casa viennese. Questi potrebbero essere stati modelli speciali costruiti per determinati eventi o piuttosto che modelli soppressi nella produzione per problemi di carattere costruttivo/tecnologico, di costo o di gradimento del pubblico.


NOTE
(1) Karl Mang, Alexander Von Vegesac ed Andre Gleiniger in tre distinti volumi valutano la produzione Thonet di sedie numero 14 in 50 milioni di esemplari fino al 1930. Nel volume Form and Process – The Thonet chair, edito in occasione della mostra dedicata ai mobili in faggio curvato presso la Harvard University nel 1967,si stima in 30 milioni la produzione fino al 1920. La notizia, riportata da un libro di Hermann Heller, rende tale conteggio è più credibile di quello riportato dai cataloghi Thonet. Infatti nel 1905 la Thonet afferma, nella prefazione del catalogo generale, di aver prodotto 45 milioni di sedie 14 fino al dicembre 1903. Il catalogo del 1911 menziona una produzione di 50 milioni stimata al 31 dicembre del 1910. Ciò significa quindi una produzione di 5 milioni di sedie in 7 anni. Ma la produzione annua del 1905 fu di 142.143 sedie nr. 14, numero estremamente lontano dalla produzione descritta. Inoltre, in un documento interno della fabbrica viennese oggi conservato a Bistricz, si conteggiano sino al 1905 9.950.000 sedie numero 14. Un’ipotesi che può quindi essere avanzata è che le cifre riportate dai cataloghi Thonet comprendano le numero 14 prodotte da tutte le aziende attive nel settore del mobile in faggio.
(2) In “Bentwood and Metal Furniture 1850-1946” si stima in 40 milioni di sedie modello 14 la produzione totale di tutte le aziende produttrici di mobili in faggio curvato fino al 1896.
(3) Nel 1860 la sedia veniva venduta in Austria per tre fiorini, una somma con cui all’epoca si potevano acquistare 3 dozzine di uova o ¾ di “vino della casa”. Un operaio che lavorava nella fabbrica Thonet poteva ricevere, a seconda della specializzazione, da 2 a 12 fiorini per settimana.
(4) Letteralmente privilegio, una sorta di brevetto concesso a M. Thonet nel 1852,1856 e nel 1859. La storia dei diversi privilegi ottenuti da M. Thonet per la curvatura del legno è meglio descritta in “Curve e Biondi Riccioli Viennesi” Silvana Editore 2000.
(5) Il poster del 1866 mostra la toilette per signora non presente nel catalogo del 1873. Sempre nel poster del 1866 non è presente la poltrona numero 14 (ma la poltrona 8 c’è) e il divano nr. 14.Entrambi i cataloghi mostrano la consolle nr. 4 ma non la 1,la 2 e la 3 i cui tavoli sono già esistenti. Il poster del 1873 per il mercato americano mostra la chaiselongue nr. 1 che non compare nel poster dell’anno successivo. La poltrona nr. 22 presente nel catalogo del 1873 è sicuramente già esistente nel 1859- epoca del primo poster - in quanto il disegno dello schienale fu utilizzato per la realizzazione della “poltrona Palffy”. Poltrone e sedie realizzate per il palazzo Palffy hanno manifattura in parte lamellare ed in parte in faggio pieno e sono perciò databili attorno alla fine degli anni cinquanta.
(6) E’ il caso di alcuni volumi editi negli anni settanta ed ottanta in cui viene riportata come produzione Thonet una seggiola prodotta dalla Neyger. La costruzione del sedile di questa nr. 14 ha fatto sì che venisse erroneamente posta come primo gradino dell’evoluzione della sedia Thonet numero 14. Successivamente il ritrovamento di documentazione sulla Neyger ha permesso di mettere in rilievo l’errore.
(7) La sedia numero 9 del catalogo Thonet del 1911 è il rifacimento del modello nr. 30 della Jacob and Josef Kohn. (foto catalogo Kohn) e non la numero 9 dei cataloghi Thonet precedenti e presentata a Londra nel 1851. La sedia Kohn numero 30 così come la Thonet numero 9 del 1911, non può essere inserita in teorie evoluzionistiche della nr. 14 come riportato in alcuni testi italiani.
(8) Nella foto che riproduce lo spazio espositivo occupato dalla Thonet alla mostra di Monaco del 1854 si notano un gruppo di sedie mai comparse sui cataloghi Thonet ad oggi conosciuti.